Christmas in a Jar

CHRISTMAS IN A JAR

Ebbene sì mancano solo 8 giorni a Natale !
Se siete a corto di idee per i vostri regali di Natale vi suggerisco i regali in barattolo, ovvero le Christmas in a Jar , molto popolari oltreoceano, facili e veloci da realizzare.
Il bello è che potete metterci dentro quello che volete: dolcetti comprati o fatti in casa, cioccolatini, frutta secca, marshmallow e chi più ne ha più ne metta. Non solo regali mangerecci, potete anche usarli come contenitori per altre tipologie di regali.
L’inspirazione viene da Pinterest, ho poi personalizzo il progetto in base al mio gusto e al materiale a disposizione.
Questo è un breve Tutorial Fotografico per creare i barattoli natalizi! Iniziamo dall’occorrente:

occorrente_tutorial_christmas_jar

Adesso passiamo allo Step 1

Tutorial_Christmas_jar_Step_1Procurati delle carte a tema natalizio e ritaglia dei cerchi da incollare sui coperchi dei barattoli per iniziare ad abbellirli. Per fargli della giusta dimensione aiutati tracciando sulla carta la circonferenza del coperchio con una matita.

Turorial_christmas_jar_step_2

Adesso abbellisci anche la parte laterale del coperchio incollandovi del nastro o dello spago.

tutorial_Christmas_Jar_step_3

Adesso dedichiamoci alle decorazioni del barattolo !
Prendi un foglio di feltro o di panno lenci e traccia, aiutandoti con una squadra, una linea di bandierine che andrà poi tagliata e incollata intorno al barattolo. Io ho fatto la linea di bandierine alta circa 4 cm, e ho poi incollato i triangolini avanzati tra un triangolo e l’altro per renderla più fitta.

Tutorial_christmas_jar_Step_4

Stampa le tag prendendole da qui, ritagliale e perforale nella parte in alto per farci passare il filo. Scrivi il tuo augurio di Natale sul retro delle tag, legale ai barattoli con del nastro o dello spago …. et voilà: le Christmas Jar sono pronte per essere regalate!

Christmas_jar_by_me_2

dettaglio_barattolo

Spero vi sia piaciuto!

Ricordate che il materiale mostrato in foto è puramente indicativo, potete usare carta diversa, materiali diversi, riempire i barattoli di ciò che volete… insomma liberate la vostra fantasia e …
Buon Natale !

Alla prossima!

S.

Annunci

10 posti da non perdere in Australia

1) Mandalay Beach

Mandalay_beach_relitto

Sud Western Australia, 13 km a ovest di Walpole, Crystal Springs. Ad un certo punto della strada principale trovate l’indicazione per Mandalay Beach, imboccate la strada sterrata di 8 km e non ve ne pentirete. La spiaggia deve il suo nome alla nave norvegese Mandalay che vi naufragò nel 1911 e che si dice sia visibile ogni 10 anni circa, quando la marea è così bassa da poterla raggiungere a piedi. Non sono stata così fortunata da vedere il relitto, ma vi giuro che la baia riusciva comunque ad emanare un’atmosfera mistica particolare. Da vedere assolutamente.

2) Yamba e Angourie Beach

angourie_beach

New South Wales, 280 km a sud di Brisbane, 671 km a nord di Sydney. Di Yamba ho ampliamente parlato qui e qui, sapete quanto sia per me il posto con la P maiuscola da visitare. Non si può parlare di Yamba senza menzionare Angourie. A 6 km a sud di Yamba, si trova questa spiaggia, prevalentemente frequentata da surfisti esperti. È una spiaggia che vi lascerà senza parole. Per una passeggiata alternativa godendovi la bellezza di questo posto, vi consiglio di seguire il sentiero che dall’area picnic Mara Creek (più o meno alla fine della spiaggia) conduce a Shelley Beach. Il sentiero alterna punti panoramici a strapiombo sul mare, punti in mezzo al bush in cui occorre stare attenti alla miriade di ragnatele + ragni giganti che si possono incontrare, a punti in cui si cammina sulla sabbia (i più faticosi). Da Angourie a Shelley Beach sono circa 8 km andata e ritorno. Se siete dei veri sportivi potete montare la tenda nell’area camping che si trova nei pressi della spiaggia e proseguire lungo il Yuraygir Coastal Walk, che da Angourie raggiunge Red Rock (65 km totali).

3) Great Ocean Road

12_apostoli_great_ocean_road

La strada panoramica più famosa d’Australia si trova nel Victoria, si snoda per 253 km a sud di Melbourne, in direzione ovest. Io l’ho fatta in 3 gg, pernottando 2 notti fuori, un po’ troppo di fretta per i miei gusti. Se avete più tempo potrete godere con qui tranquillità delle viste spettacolari che offre e visitare le piccole località costiere che si incontrano nel tragitto: Geelong, Torquay, Lorne, Kennet River, Apollo Bay, Timboon (nell’interno), Port Fairy.

Nella foto i 12 apostoli, insolite formazioni rocciose create dall’erosione degli agenti atmosferici che ne mutano continuamente la forma e il numero. Oggi se ne contano chiaramente solo sette, mentre degli altri non si vede traccia. In realtà sembra non sia del tutto sicuro che siano mai stati 12. L’opinione della gente del posto è che dipende da “che punto li si guarda”, il che è effettivamente vero. Pare che in un’escursione in barca o in elicottero se ne contano tranquillamente 11.

4) Bondi – Coogee Coastal Walk

Bondi_Coogee_Coastal_Walk

Siamo a Sidney. Questa imperdibile passeggiata di 5,5 km ha inizio dal sentiero sopra la scogliera di Bondi Beach, proprio in prossimità dell’Iceberg Swimming Club (foto), ed arriva fino a Coogee. Nel sentiero, proprio a strapiombo sul mare, ci sono punti panoramici dove poter avvistare balene e delfini, targhe che raccontano storie e miti aborigeni, e panorami da togliere il fiato. Se capitate tra ottobre e novembre la passeggiata si trasforma in una vera e propria galleria d’arte contemporanea a cielo aperto,  in occasione della manifestazione Sculpture by The Sea. Quest’anno dal 23 Ottobre al 9 Novembre.

5) Waves Rock

Waves_rock

South Western Australia, 350 km da Perth. Wave Rock è un’ onda di 110 m x 15 m di altezza fatta di  granito, modellata da sessanta milioni di anni di erosione da agenti atmosferici. Le foto parlano chiaro. È il mio contentino per non aver visto Ayers Rock.

6) Lake Clifton e le stromatoliti

Lake_clifton_South_western_australia

Sud Western Australia, 100 km a sud di Perth, all’interno del Yalgorup National Park. Raggiungete il lago da Mt John Road e seguite la piattaforma panoramica dove vedrete strane forme rotondeggianti e biancastre emergere dall’acqua. Vi trovate di fronte alle stromatoliti, strutture organiche-sedimentarie, appartenenti al gruppo dei calcari, prodotte dall’attività vitale di organismi unicellulari (batteri e/o alghe azzurre). Sono state fra le maggiori responsabili della presenza di ossigeno nell’atmosfera terrestre e sono state l’organismo che ha dominato la terra per quasi tre miliardi di anni [Fonte Wikipedia].  Fa un po’ effetto pensare che se io sono qui a scrivere e voi siete dall’altra parte a leggere, lo dobbiamo a questi antichissimi organismi viventi che resero abitabile il nostro pianeta °_°

7) Kings Park a Perth

Kings_park_perth

Mi dispiace deludere le convinzioni dei più,  il parco cittadino più grande del mondo, si trova a Perth, non a New York! Più di 4 chilometri quadrati di vegetazione naturale in cui perdersi è facilissimo: ci sono laghi, parchi giochi in cui ritornerete bambini anche voi, giardini botanici, zone di natura selvaggia dove vivere l’esperienza del bush in pieno centro cittadino, una passerella che consente di camminare “sospesi” tra gli alberi a 52 metri da terra. Qui trovate il mio post su Perth e qui un articolo di Nuok dedicato al parco.

8) Canberra – il Parlamento

Canberra_parlamento

La capitale è sempre la capitale e non potevo lasciarmela sfuggire. Ci sono stata solo per poche ore, sufficienti per visitare il Parlamento e altre istituzioni governative. Sono capitata proprio in occasione del Canberra Day ( il secondo lunedì di Marzo), festività pubblica dove si festeggia il nome scelto per la città e l’anniversario della sua fondazione (il 12 marzo 1913). In questa occasione ho potuto ammirare un’istallazione particolare, ideata da alcuni artisti locali, in cui venivamo proiettate sulla facciata dell’edificio, un caleidoscopio di immagini, colori e forme geometriche.

9) Brisbane – Powerhouse

collage_powerhouse_sc

Dalla natura alla cultura. La Brisbane Powerhouse è un ex centrale elettrica oggi trasformata in un centro culturale attivissimo, con all’interno 2 teatri, varie stanze espositive (con spesso interessanti mostre di fotografia), una sala centrale con un palco per la musica dal vivo, due ristoranti/coffee shop. Ogni domenica dalle 15,30 potete assistere a concerti gratuiti delle migliori band indie-pop e rock di Brisbane e il venerdì dalle 18 a spettacoli comici a ingresso gratuito. Da provare. Qui il mio articolo su New Farm e la Powerhouse.

10) Cape Leeuwin – Augusta

cape_leewin_augusta

Sud Western Australia, a 5 km da Augusta si trova Cape Leeuwin, punto di incontro tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Meridionale. Ogni 30 min (dalle 9 alle 16,30) partono visite guidate del faro in compagnia del guardiano, un anziano signore dal forte accento aussie. Il faro è il più alto del Western Australia, vi consiglio di salire per individuare ancora meglio il punto di incontro tra i due oceani, le forti increspature del mare, le potentissime correnti … ma tenetevi forte: il vento sembrerà quasi volervi spazzare via.

hr-brian-litzinger-two

In un anno di permanenza nella terra di OZ posso dire di aver viaggiato abbastanza, ma è ovvio che, in un paese grande più o meno come l’Europa (meno la Russia), siano rimaste fuori dalle mie possibilità una miriade di altri posti che meriterebbero di essere visti. Ayers Rock e l’Uluru- Kata Tjuta National Park, Skark Bay, Pinnacles Desert, Broome, Darwin e il Northern Territory, Cairns e la Grande Barriera Corallina, Fraser e Moreton Island, la Tasmania ecc.

Sarà un pretesto per ritornarci, no?

Spero di avervi dato qualche informazione utile, se mai decideste di visitare questo meraviglioso paese, o almeno di avervi fatto sognare con le mie foto. Se avete qualche domanda su uno dei luoghi citati o qualsiasi altra domanda sull’Australia, non esitate a farmelo sapere con un commento :-)

 

A presto.

 

S.

Perth, la città dei primati #city #Perth #Western #Australia #travel #Freo

Eccomi di nuovo tra voi, 4 mesi di assenza non  sono pochi, lo so, un sacco di cose sono successe e stanno succedendo, forse sto ancora elaborando e cercando di rendere più digeribile possibile il mio ritorno in Italia … per il momento vi lascio un post dedicato all’ultima città australiana visitata:

Perth, la perla del Western Australia.

ombre_2_freo_sc

A Perth ci eravamo passati anche all’andata, un breve scalo di qualche ora prima di raggiungere Brisbane… un volo interno di 4 ore circa, + 2 ore di fuso orario di differenza … “Sti cazzi!” –avevo pensato – questa Australia è davvero grande °_°

L’Australia è davvero una terra immensa, è grande quasi quanto l’Europa (meno la Russia) con la differenza che in tutti gli stati si parla la stessa lingua, si ha in comune la stessa cultura, le stesse tradizioni e l’amore per la Regina, come mi fece notare un australiano, sconvolto da un viaggio in Europa, quando oltrepassando il confine italiano per recarsi in Svizzera si rese conto che era tutto diverso: lingua, persone, strade pulite e rispetto delle regole .

perth_city_center_sc

Tutti descrivono Perth come la città più cara dell’Australia, ma anche una delle più vivibili, in cui la qualità della vita è più alta, grazie al buon clima che vi si trova tutto l’anno, inverni miti ed estati secche e calde.

cottesloe_beach_perth

I primati di questa città non sono finiti.

È la città più isolata al mondo (la città più vicina è Adelaide, a 2104 km di distanza) e forse proprio per questo si distingue dalle altre città australiane, sia per gli elevati prezzi di qualunque cosa (dagli affitti ai generi alimentari) che per la natura incontaminata che la circonda.

Fa un certo effetto pensare che guardando a ovest non c’è nient’altro che mare per più di 8000 km, fino alle coste africane °_°

Subiaco_market_sc

Subiaco_cafè_perth_sc

A causa del suo isolamento è infatti una delle città con la più ricca e stravagante biodiversità. Non lontano da Perth a Rottnest Island vivono i quokka, piccoli marsupiali appartenenti alla famiglia dei wallabie.  Guardate un po’ che musino simpatico che hanno! *_*

quokka_1

È la città con più milionari pro-capite al mondo [Wikipedia docet], questo a causa dell’incredibile boom economico degli ultimi anni, che ha investito tutta la zona occidentale dell’Australia.

Per la precisione, lo sviluppo si ebbe, a partire dagli anni 90 dell’Ottocento, grazie alla scoperta dell’oro, che diede inizio ad una notevole espansione edilizia. L’Australia Occidentale è molto ricca di minerali, intorno al 1980 la città ebbe l’ossessione del guadagno immediato e veloce. Negli ultimi anni Perth è divenuta il perno fondamentale per le esportazioni minerarie verso la Cina, tanto da essere soprannominata “la città dell’oro”. Gli impiegati del settore minerario sono facilmente distinguibili per le loro macchine di lusso, le loro ville fantasmagoriche e il vizietto per l’alcool (possono offrirvi una birra alle 9 di mattina come se fosse la cosa più normale del mondo).

memoriale_kings_park_perth_sc

A Perth si trova il parco cittadino più grande del mondo, più grande di Central Park, ebbene si! Il Kings Park e il Botanic Garden incoronano la sommità di un’altura nella zona occidentale della città, in mezzo a più di quattro chilometri quadrati di vegetazione naturale. C’è di tutto: parco giochi, giardino botanico, memoriale, santuario, percorsi per passeggiare, belvedere. Il parco è collocato su una collina che domina la città, il fiume Swan e Darling Range, e offre una delle viste più belle che si possano avere in città.

Kings_park_panorama_sc

I prati sono estremamente curati e i viali sono costellati da altissimi eucalipti che offrono riparo dal sole.

kings_park_perth_sc

Non si può parlare di Perth senza menzionare Fremantle, per gli amici Freo, meravigliosa cittadina di mare a pochi km a sud di Perth, che è riuscita a conservare un suo carattere ben distinto ed è molto orgogliosa della sua storia marittima, delle sue radici operaie, della sua atmosfera bohémienne e, soprattutto, della sua squadra di football.

fremantle_beach_sc

A differenza della più moderna Perth, a Freo si trovano molti edifici storici in stile vittoriano ed edoardiano, costruiti dai detenuti condannati ai lavori forzati, sbarcati qui nella metà dell’800, e successivamente durante il boom economico legato alla scoperta dell’oro.

edifici_vittoriani

Freo è un quartiere accogliente e rilassato, luogo gettonatissimo dove vivere, forse per la vicinanza all’oceano, per gli attivissimi locali dove bere dell’ottima birra artigianale Little Creatures e per gli eventi culturali organizzati dal Fremantle Arts Centre.

Freo_collage_sc

Il Fremantle Arts Centre  è un attivissimo centro culturale che organizza mostre temporanee davvero interessanti ed eventi musicali ogni domenica pomeriggio (nei mesi più caldi) nello splendido giardino sovrastato da grandi olmi. Ancora più interessante è sapere che l’edificio, in stile neogotico, era un ex manicomio costruito dai detenuti e risparmiato dalla demolizione negli anni ’60.

Un giro al Fremantle Market è d’obbligo. Inaugurati nel 1897 e riaperti nel 1975 in questi mercati si può provare davvero di tutto: dai più banali negozi di souvenir, al sapone artigianale, dal parrucchiere, al negozio delle jellies (che non sono altro che i sandali di plastica per andare sugli scogli, di gran moda in AU). Non mancano le bancherelle dedicate al cibo: frutta e verdura, centrifughe e frullati, cupcake, wurstel, crepes, noodle soup giapponesi da leccarsi i baffi.

Freo_market_collage_scLa spiaggia è piccola ma mai affollata. Di fronte molti locali di Fish and Chips giocano a farsi concorrenza: per me Cicerello’s (un nome un programma) la fa da padrone!

freo_cicerello_beach_sc

Perth è una città in continua evoluzione, molte zone della città sono cantieri a cielo aperto con progetti architettonici davvero ambiziosi che si realizzeranno nei prossimi anni. Probabilmente se tornassi a Perth tra uno o due anni troverei una città diversa, irriconoscibile, sempre più somigliante a una metropoli.

Posso dire che Perth, intesa come city, non è una città che mi ha particolarmente “rubato il cuore”, ma alcuni suoi quartieri come Subiaco, Beaufort Street da Northbridge a Mount Lawley con una sosta obbligata al Daily Planet (libreria, videoteca old style e caffè) il quartiere snob di Claremont, e sicuramente i sobborghi marittimi di Fremantle e Cottesloe valgono sicuramente una visita. Magari nel tardo pomeriggio, con un cartoccio di fish and chips in mano, e di fronte, l’oceano, che incontrando il sole può dar luogo a spettacoli che difficilmente scorderete.

[ N.B. Nessun filtro è stato usato per le foto sotto riportate]

sunset_beach_freo_sc

Sunset_cottesloe_perth

 << photos by Simona G. >>

St Kilda promenade #Melbourne #city #Australia #travel

Melbourne_St_Kilda

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare
[Arthur Conan Doyle]

StKIlda_collageCi sono giornate in cui mi piace starmene tranquilla ad osservare il via vai dei passanti.
Lungomare di St Kilda, zona costiera di Melbourne.

Manca poco all’ora del tramonto: molti hanno terminato la loro giornata lavorativa e si godono la loro passeggiata sul lungomare.

C’è chi porta a spasso il cane, chi va sul longboard, chi sui rollerblade, chi ha scelto la bici, c’è chi corre e chi preferisce andare a piedi.

St_Kilda_beach_2
La passeggiata sta proprio nel mezzo: da una parte una striscia di prato verde, dall’altra una lunga striscia di sabbia e poi lui, l’oceano. St Kilda non assomiglia nemmeno lontanamente alle ampie spiagge di Baywatch, non è Bondi beach, ma il suo fascino ce l’ha lo stesso: un fascino retrò, un’atmosfera d’altri tempi che questo quartiere sembra essere riuscito a conservare.

st_kilda_1_sc

St_kilda_2_sc

St_kilda_4_sc

St_kilda_8_sc

St_kilda_9_sc

St_Kilda_11_sc

St_Kilda_5_sc

St_kilda_10_sc

Sullo sfondo il sole e le nuvole creano una tela di contrasto unica.

Stesso sfondo.

Vite diverse.

Ognuno con la sua storia.

Ognuno qualcosa diverso da raccontare.

Io catturo il momento e provo ad immaginare le loro storie.

La fantasia non mi è mai mancata.

Intanto penso alla storia che vorrei raccontare …

///

S.

 

The place to be #Melbourne #city #Australia #travel

Tutti ne parlano come the place to be, il posto dove stare, come è scritto con orgoglio campanilista sulle targhe delle auto. Tutti ti dicono che ti piacerà di sicuro: per l’aria europea che si respira, per gli edifici storici che vi si trovano (per un’italiana è quasi come sentirsi a casa, in effetti) per i tram (N.B. la rete tranviaria più estesa del mondo), per i negozietti e le piccole boutique artigianali, per i graffiti che colorano la città.

cbd_melbourne_sc Collage_melbourne_1_sc Collage_melbourne_3_sc Collage_Melbourne_buildings_sc

Melbourne è senza dubbio la città australiana con il più forte influsso europeo, dove nel secondo dopoguerra si registrò il più alto tasso di immigrazione dall’Europa. Dopo quella inglese, la comunità più numerosa è quella greca, seguita da quella italiana, irlandese, francesetedesca e via discorrendo.

Tram_bar_melbourne_sc

Melbourne_hello_memories

Collage_murales_melbourne_scPark_melbourne_sc

Black_swan_river_melbourne

Il Cafe Brunetti, la più famosa caffetteria del quartiere italiano, serve ogni giorno qualcosa come 5 mila espressi °_° Diversamente dalle altre città australiane, a Melbourne non si trovano solo ristoranti e cafe italiani, ma si può trovare qualunque genere di esercizi commerciali dove non dovete sforzarvi di parlare inglese: parrucchieri, estetiste, concessionari di automobili, alimentari, negozi di abbigliamento, negozi di orologi ecc. ecc. Lo stesso se cercate un professionista come un idraulico, un antennista, un imbianchino: dovrete solo cercare il professionista italiano che vi eviterà di dover tradurre la parola guarnizione.

Rose_street_market_melbourne_sc

Melborne_luna_park_SC

Collage_melbourne_4_sc

Non a caso Melbourne è gemellata proprio con Milano, e da molti è definita la Milano d’Australia. Anche a Melbourne c’è un duomo gotico pieno di guglie e pinnacoli, anche se nero perché costruito con la roccia vulcanica. C’è la cultura del caffè, la buona cucina, l’arte e la moda vengono presi molto più sul serio che nelle altre città australiane. Ci sono tantissimi concept store dove, oltre all’ormai scontata libreria + caffè, si trovano interessanti negozi di design + abbigliamento, galleria d’arte + abbigliamento + parrucchiera e potrei continuare all’infinito.

Milk_bar_Melbourne

Melbourne_museum
Park_Melbourne_panchina
Non posso che concludere con uno dei più famosi luoghi comuni su Melbourne: “Four Seasons in a day”, ovvero il cambio repentino di tempo all’interno della stessa giornata. Avevano ragione i Crowded House che, negli anni ’90, dedicarono addirittura una canzone a questa caratteristica di Melbourne: si esce in shorts e canottiera, con il sol leone, 30 gradi e la preoccupazione della crema solare, per ritrovarsi, qualche ora più tardi, infreddoliti, bagnati e con il vento che ti spazza via qualunque pensiero positivo rimasto nella tua testa. Solo imprecazioni! Ma si sa, siamo a Melbourne ! ;-)

Alla prossima

S.

 

 

Mille città in una #Sydney #city #Australia #travel

sydney_opera_house_australia

L’hai vista molte volte in televisione, soprattutto il 31 dicembre, quando al telegiornale scorrono le immagini dei paesi che hanno festeggiato l’inizio del nuovo anno prima di te … La vedi, quella struttura composta da vele biancastre sovrapposte, circondata dal mare, e in un attimo l’associ subito … è l’Opera House, è Sydney, è l’Australia. Anche se non ci sono i fuochi d’artificio tutt’intorno, il teatro Opera House, l’opera architettonica più sottovalutata al mondo (così mi ha detto un’amica architetto), colpisce comunque la tua attenzione, un po’ per la sua posizione, un po’ per la sua forma inconsueta che non capisci da che parte bisogna guardarla, un po’ per la geniale opera architettonica che è.

lock_Australian_hotel_sydney_sc

Il cielo è azzurro, di un azzurro così intenso che sembra quasi finto, anche il verde della vegetazione è così vivo che sembra ritoccato con photoshop. C’è forse una luce particolare qui in Australia, che sembra rendere più nitidi i contorni delle cose, che fa apparire più accesi i colori e di conseguenza tutto sembra più bello?!

light_australia_sydney

“Avete presente quelle giornate terse, quando il sole risplende con tanta intensità da rendere gli oggetti più banali del paesaggio luminosi come non mai, tanto che edifici e strutture che di solito non degnate di uno sguardo vi appaiono d’improvviso interessanti, se non belli? Be’, in Australia sembra che quella luce ce l’abbiano più o meno sempre”.

[Bill Bryson]

The rocks_sydney_sc

the_rocks_vicolo_sydney_sc

Sydney è una città che sembra racchiudere mille città in una. Nella parte “vecchia” di Sydney, the Rocks, luogo in cui sbarcarono gli europei il 26 gennaio 1788 e fondarono il primo insediamento,  convivono armonicamente architetture diverse: le strade strette e gli edifici bassi ci riportano subito all’Europa, gli edifici in pietra arenaria sono di chiaro stampo inglese, c’è una fila di case neoclassiche che ricorda certi vicoli spagnoli o certe strade italiane, sullo sfondo edifici alti e moderni sono in chiaro contrasto con la parte ricostruita.

opera_house_sydney_sc

mca_australia_kids

L’imponente Sydney Harbour Bridge collega The Rocks all’area settentrionale della città, North Shore.

Harbour_bridge_sydney

Spostandosi verso la CBD (commercial Business district) sembra di essere a New York per i grattacieli altissimi, il traffico, le catene di fast food americane e il flusso interminabile di gente.

building_light_sydney_sc

Basta spostarsi di qualche chilometro perché la città cambi ancora: molte strade ricordano l’Italia, la Spagna, la Francia, la Croazia, il Nord Europa … se capitate nella China Town durante il mercato notturno vi sembrerà di essere proprio a Pechino, così come vi sembrerà di esservi teletrasportati a Tokyo durante una gita al Sydney Fish Market.

Asia_in_sydney_sc

Sydney è un connubio di stili architettonici diversi, di influenze diverse, ma anche di culture, di razze, di lingue diverse. Asiatici, sudamericani, europei, africani convivono in questa metropoli dalle mille sfumature, in cui sembra quasi difficile incontrare un australiano doc!

Bondi_club_pool

Bondi_beach_sydney_2_sc

Con poche fermate di treno dalla cbd si arriva a Bondi, ed è qui che Sydney si trasforma in una località di mare che riuscirà a farvi scordare in un attimo confusione, traffico e smog. Spiagge bianche, ampi prati verdi curati alla perfezione, scogliere a picco che si affacciano sullo sconfinato blu dell’Oceano Pacifico.

Tamarama_beach_sydney_sc Bondi_beach_sydney_sc

“Gli abitanti di Sydney sono persone abituate a vivere in una società sicura e libera da pregiudizi, in un clima che ti fa bello e forte, in una della più grandi città del mondo, e che allo stesso tempo vanno a lavorare su un battello uscito da un libro di storie per bambini verso una distesa d’acqua sublime”. 

[Bill Bryson]

Un saluto dall’Australia

/

S.

The 10 strangest aussie habits

È giunto il momento di dedicare un post alle abitudini del popolo australiano. Ho elencato qui di seguito le 10 abitudini australiane più strane, agli occhi di una viaggiatrice italiana in terra australiana da soli 6 mesi. Da alcune dovremmo trarre esempio, per altre dovremmo solo ringraziare di esserne così fottutamente lontani.  Buona lettura :-)

 1.    Vegemite – quella cremina nera che non è Nutella

vegemite_kids

Al di fuori del continente australiano in pochi la conoscono (per fortuna!), ma qui non può davvero mancare nelle dispense di ogni casa che si rispetti! È una crema salata spalmabile a base di estratto di lievito di birra unito a varie spezie vegetali di cui, gli australiani sono letteralmente ghiotti. Viene solitamente spalmata sul pane appena tostato: i più coraggiosi riescono a mangiarla senza aggiungervi altro, i più la accompagnano con burro, formaggio o avocado (per smorzarne un po’ il sapore) e se la mangiano a colazione come a cena. È ricca di vitamina B e proprio per questo viene propinata anche ai bambini ! °_° Poveri bambini: è la cosa più salata che abbia mai sentito! E chi mi conosce sa che non sono schizzinosa per quanto riguarda il cibo… ma la Vegemite proprio no, non gna’ fo!

 2. La strana abitudine di UBRIACARSI come se non ci fosse un perché.

hangover1-590x330

Nonostante il divieto di bere per strada, i limiti nella somministrazione di alcool adottati per legge da tutti i locali, gli australiani trovano il modo di raccattarla grossa (perdonate il toscanismo) soprattutto durante il fine settimana. Ma non parlo solo di ragazzini alla scoperta degli effetti dell’alcool: i pub e i locali sono frequentati da persone di tutte le età ed estrazione sociale. Il pub è da sempre un luogo di ritrovo sociale, un po’ come i nostri bar, come in antichità le nostre piazze, luoghi di socializzazione per cultura, per tradizione. È il luogo dove il padre porta a bere per la prima volta il figlio compiuti i 18 anni, dove l’entratura in famiglia, del fidanzato della figlia, viene festeggiata da suocero e cognati portando il futuro genero a bere fino a vederlo talmente ubriaco da non essere in grado di tornare a casa. Proprio come le nostre cene “ti presento i miei” in cui fai di tutto per fare bella figura, ti compri il vestito per l’occasione e ti prepari psicologicamente per non fare o dire cazzate, 1 mese prima. U-G-U-A-L-E !

 3.    La strana abitudine di salutarsi con “How’re you going?”, “How are you ?”, “How’s it goin?”

È proprio vero: “Come stai? È la frase d’esordio del mondo” (Cit) e qui te lo senti chiedere continuamente: al supermercato, al bar, al ristorante, per strada (se incontri qualcuno che conosci ma anche che non conosci).  All’inizio mi sembrava impossibile che anche il cassiere del supermercato fosse interessato a sapere ‘come stavo, come stava andando la mia giornata’, visibilmente imbarazzata iniziavo a raccontare cosa avevo fatto nella mia giornata, ma il cassiere non sembrava mai veramente interessato… Col tempo ho capito che dovevo rispondere con la stessa domanda: C(cassiere): Hi, How’s it goin? M(me): Good!How’s it going? C: Good (or busy a seconda del momento). È una frase di circostanza, proprio come il nostro “come stai?”, usato anche quando non si è veramente interessati a sapere come sta quella persona. Credo però che qui l’uso del “How are you” sia molto più forte rispetto alle nostre abitudini, ne abusano, perché alla fine equivale a dire CIAO, è un saluto e nulla di più. Ed è in questo modo che deve essere interpretato.

4.    La pulizia delle strade

Solo a noi italiano sembra una cosa inconsueta, perché semplicemente lontana mille miglia dalle condizioni delle nostre strade, piene di buche e di sporcizia. E’ una delle prime cose che si notano una volta atterrati nella terra di Oz: le strade sono pulite, nei piccoli paesini come nelle grandi città, dove gli spazzini sono attivissimi e li trovi persino a lucidare i cestini della spazzatura! Non si trovano nemmeno mozziconi di sigarette: gli australiani fumano solo nelle aree smoking (anche all’aperto non è possibile fumare ovunque, ma solo nelle zone contrassegnate) e non gettano i mozziconi in terra ma negli appositi posacenere/cestini. Che esempio di civiltà!

5.    Garagesale e second hands shops

garage_sale_aussie_

Dovremmo imparare dagli australiani l’arte del non affezionarsi alle cose materiali. Vendi ciò che non usi più, guadagna qualche soldino e spendilo per qualcosa di cui hai davvero bisogno. Un concetto giustissimo ma molto lontano dalla tradizione italiana. Mia mamma conserva ancora i miei quaderni delle elementari e i miei giocattoli. L’arte del collezionismo. Prima o poi potrebbero valere qualcosa (se solo diventassi famosa! Sob!). Poi c’è la storia: “usato mi fa schifo”, tipico degli italiani signori … che invece dovrebbero iniziare a schifarsi meno, visto che la salita è appena cominciata.

Un concetto di difficile importazione, ma che ci farebbe risparmiare un sacco di  soldi.

6.    Il cuba libre in lattina e il Lemon Lime and Bitter

bundaberg

Ma dove lo trovate un altro paese che ha il Cuba Libre in lattina? Si chiama Rum & Cola e quello più comune è del brand Bundaberg (città del Queensland famosa per la produzione di Rum). Se non amate il rum potete optare per Bourbon whiskey and Cola, Jack Daniel’s and Cola, Vodka and Diet Cola sempre rigorosamente in lattina! Un altro drink molto popolare in Australia e Nuova Zelanda è il Lemon Lime and Bitter: lemonade (= Sprite) + succo di Lime + Angostura bitters (liquore aromatico che conferisce il colore rosato al cocktail e il suo grado alcolico) consumato principalmente dalle donne. Anche questo si trova al supermercato in bottiglie monodose o bottiglioni da 1, 5 lt. Accessorio fondamentale per chi abusa di long drink in lattina (quindi ogni australiano che si rispetti) è il can cooler, portalattine in grado di mantenere più fresca la bevanda.

lemon-lime-and-bitters

7.    Il BYO e i take away box

La scritta BYO, che troverete in molti ristoranti e bar, sta per “Bring your own” ovvero “porta il tuo”: in questi locali è possibile andare a mangiare portandosi vino/birra da casa. Il ristorante vi farà pagare solo un “corkage fee”, una commissione sul tappo come contributo per il servizio: coperto, bicchieri utilizzati e secchiello con il ghiaccio. Il corkage di solito varia tra i $3 ai $5 (ma si può arrivare a pagare anche 12-15 $) a seconda della categoria del ristorante e del tipo di bevanda. Lavorando in un ristorante per me è diventata ormai una pratica consueta, ma all’inizio stentavo a credere che il cliente si portasse il vino da casa       °_° .

Altra consuetudine dei ristoranti è il portasi a casa il cibo che non si finisce. Non finisci il primo, il secondo o la pizza che hai ordinato? Non c’è problema: take away box e lo finisci domani. Se ci pensate un diritto sacrosanto visto che il cibo si paga.

8.    I 3000 tipi di caffè

Flat_white_aussie_caffè

Non sono 3mila, tranquilli, era solo per dire che qui non ci si limita alle nostre 2/3 varianti di caffè: espresso e cappuccino/macchiato. Qui c’è lo short black (il nostro espresso), il long black (caffè lungo, americano), le varianti macchiate dello short e del long, il cappuccino (come il nostro ma con la cioccolata in polvere sopra) il flat white (come il cappuccino ma con una leggerissima schiuma, per questo “flat” –>piatto, nel senso che la superficie deve essere piatta), il latte (un cappuccino senza cioccolata in un bicchiere di vetro, il nostro caffèlatte), mocha (cappuccino con cioccolata sciolta nel caffè e abbondante cioccolato in polvere sopra il latte montato), piccolo latte (variante mini del latte) e il babycino (schiuma di latte con cacao servito in un piccolo bicchiere accompagnato da marshmallow).

Oltre ai tipi di caffè potete scegliere il tipo di latte che preferite (intero, parzialmente scremato, scremato, di soia, di mandorla), quanto zucchero metterci e la size che preferite (di solito 3 size: small, medium e large). Sono anche un po’ fissati con la temperatura: possono chiederlo hot o extra-hot se hanno intenzione di gustarselo per ore seduti al caffè.

9.    A piedi nudi everywhere

Le strade sono pulite, come dicevo qualche punto più su, quindi niente vieta di andarsene in giro scalzi, no? Nelle grandi città è un’abitudine ormai scomparsa, ma nei piccoli paesi è davvero molto comune incontrare persone a piedi nudi, adulti ma spesso anche bambini. Puoi incontrare intere famiglie che girano indisturbate a piedi nudi nei centri commerciali, al supermercato, per strada. Lo so è una cosa difficile da comprendere, anche perché se lo facessimo in Italia dovremmo stare attenti a sigarette, vetri rotti, gomme da masticare, chiodi echinehapiùnemetta. Ma volete mettere il senso di libertà che si prova a camminare a piedi nudi?!? Provare per credere!

10.  I BBQ

bbq_aussie

Chi non ha un BBQ (elettrico o a gas che sia) in casa non è un vero australiano. C’è da festeggiare qualcosa? Festa di compleanno? Party senza un perché con gli amici? Gli australiani organizzano un Barbecue (BBQ- che poi chiamano “Barbie” per abbreviare) a casa di qualcuno o in uno dei tanti BBQ pubblici. Le regole di solito sono: BYO drinks e cibo da condividere. Lungo le spiagge australiane, nei parchi, si trovano migliaia di barbecue elettrici totalmente gratuiti.  Le regola principale è che una volta finito il BBQ la piastra va lasciata pulita… e qui, inutile dirlo, le regole sono rispettate.

E voi che abitudini strane avete trovato visitando altri paesi?

Dai che sono curiosa!

/

S.